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Acquedotti calabresi,acquedotti

Gestione delle Acque calabresi

acquedotti calabresi, acquedotti, schemi acquedottistici, Sistema idrico calabrese, acquedotti Sorical, attraverso un complesso sistema infrastrutturale composto a 160  funzionanti e separati, 6000 km di condotte, garantisce l’erogazione di circa 274 milioni di metri cubi di acqua all’anno a 368 comuni. Il 30 % dei volumi idrici viene trasportato per gravità (107 milioni di metri cubici) attraverso 300 impianti di sollevamento; L’acqua, prima di essere consegnata ai Comuni, viene trattata nei 13 impianti di potabilizzazione. Tra le voci di spesa della società, l’energia elettrica per il funzionamento degli impianti di sollevamento, è la voce di bilancio più importante. Nel 2015 sono stati consumati 175,6 GWh pari ad un costo di circa 28 milioni di euro. Sorical gestisce direttamente tre Invasi, la Diga del Menta e la Diga dell’Alaco, mentre i lavori di costruzione della Diga dell’Esaro sono sospesi. Sistema idrico calabrese,

https://www.soricalspa.com/acquedotti/

https://www.youtube.com/watch?v=DLFSaGG1xjg

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Società risorse idriche calabresi

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Impianti Sorical spa

Acquedotti

Il patrimonio acquedottistico regionale affidato alla gestione della SORICAL è composto da 160 distinti schemi acquedottistici funzionalmente separati tra loro che assicurano l’erogazione idropotabile all’ingrosso alla quasi totalità dei comuni della Calabria. Lo sviluppo complessivo delle condotte adduttrici è pari a circa 6.000 km, mentre oltre 900 sono i serbatoi di riserva e compenso alimentati e da cui poi hanno origine le reti di distribuzione che raggiungono le utenze. La massima parte di tali acquedotti sono stati costruiti dalla Cassa per il Mezzogiorno (CASMEZ) a partire dagli anni ’50 del secolo scorso dopo un rigoroso esame delle disponibilità idriche alle fonti e dei fabbisogni, quest’ultimi valutati in una proiezione trentennale. In molti casi vennero realizzati degli schemi infrastrutturali completamente nuovi, in altri vennero riconfigurati, ammodernati e potenziati piccoli acquedotti esistenti, riunificandoli in opere più grandi e meglio strutturate. Il piano decennale di esordio delle attività della CASMEZ in Calabria (1951-1960) condusse alla realizzazione di un primo nucleo di nuovi acquedotti: Neto, Lese, Tacina, Novito, Reggio Calabria, Scilla, Palmi, Pizzo, Savuto, Angitola, San Pietro in Guarano, con una portata media di 600 litri al secondo al servizio di 46 Comuni, per complessivi 400mila abitanti. L’impegno finanziario dell’epoca (anno 1951) fu pari ad oltre 10 miliardi di lire (5.2 M€). Successivi piani, tra questi il monumentale impegno del Progetto Speciale n. 26, condussero negli anni seguenti al completamento dell’infrastrutturazione dell’intero territorio regionale, realizzando acquedotti che ancora oggi, con le opere e gli impianti a questi connessi, risultano stupefacenti per la lungimiranza e l’audacia progettuale e realizzativa con cui vennero ideati e costruiti. Una volta completata la realizzazione la CASMEZ provvide alla gestione e manutenzione di tali opere fino alla sua liquidazione e scioglimento cui seguì il trasferimento alla Regione Calabria che nel 1983 ne assunse sia la proprietà, in capo al suo demanio opere idriche, che le responsabilità della gestione. Dal 2004, in attuazione della Legge Regionale n. 10 del 1997, la Regione Calabria ne ha affidato la gestione alla Società mista SORICAL S.p.A., di cui la stessa Regione è l’azionista di maggioranza, con un contratto di concessione che avrà termine nel 2033. I dati degli ultimi esercizi acquedottistici danno evidenza di un complesso funzionale capace di una portata media annua superiore ad 8.800 litri/secondo per un volume annuo complessivamente erogato ai nodi di utenza pari ad oltre 270 milioni di m3 di acqua potabile.

Acquedotti

Il patrimonio acquedottistico regionale affidato alla gestione della SORICAL è composto da 160 distinti schemi acquedottistici funzionalmente separati tra loro che assicurano l’erogazione idropotabile all’ingrosso alla quasi totalità dei comuni della Calabria. Lo sviluppo complessivo delle condotte adduttrici è pari a circa 6.000 km, mentre oltre 900 sono i serbatoi di riserva e compenso alimentati e da cui poi hanno origine le reti di distribuzione che raggiungono le utenze. La massima parte di tali acquedotti sono stati costruiti dalla Cassa per il Mezzogiorno (CASMEZ) a partire dagli anni ’50 del secolo scorso dopo un rigoroso esame delle disponibilità idriche alle fonti e dei fabbisogni, quest’ultimi valutati in una proiezione trentennale. In molti casi vennero realizzati degli schemi infrastrutturali completamente nuovi, in altri vennero riconfigurati, ammodernati e potenziati piccoli acquedotti esistenti, riunificandoli in opere più grandi e meglio strutturate. Il piano decennale di esordio delle attività della CASMEZ in Calabria (1951-1960) condusse alla realizzazione di un primo nucleo di nuovi acquedotti: Neto, Lese, Tacina, Novito, Reggio Calabria, Scilla, Palmi, Pizzo, Savuto, Angitola, San Pietro in Guarano, con una portata media di 600 litri al secondo al servizio di 46 Comuni, per complessivi 400mila abitanti. L’impegno finanziario dell’epoca (anno 1951) fu pari ad oltre 10 miliardi di lire (5.2 M€). Successivi piani, tra questi il monumentale impegno del Progetto Speciale n. 26, condussero negli anni seguenti al completamento dell’infrastrutturazione dell’intero territorio regionale, realizzando acquedotti che ancora oggi, con le opere e gli impianti a questi connessi, risultano stupefacenti per la lungimiranza e l’audacia progettuale e realizzativa con cui vennero ideati e costruiti. Una volta completata la realizzazione la CASMEZ provvide alla gestione e manutenzione di tali opere fino alla sua liquidazione e scioglimento cui seguì il trasferimento alla Regione Calabria che nel 1983 ne assunse sia la proprietà, in capo al suo demanio opere idriche, che le responsabilità della gestione. Dal 2004, in attuazione della Legge Regionale n. 10 del 1997, la Regione Calabria ne ha affidato la gestione alla Società mista SORICAL S.p.A., di cui la stessa Regione è l’azionista di maggioranza, con un contratto di concessione che avrà termine nel 2033. I dati degli ultimi esercizi acquedottistici danno evidenza di un complesso funzionale capace di una portata media annua superiore ad 8.800 litri/secondo per un volume annuo complessivamente erogato ai nodi di utenza pari ad oltre 270 milioni di m3 di acqua potabile.

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