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Impianti di Potabilizzazione
Gli impianti di potabilizzazione gestiti da Sorical rappresentano il cuore tecnologico del sistema idrico calabrese. Questi impianti trattano l’acqua prelevata da sorgenti, fiumi e invasi, rendendola idonea al consumo umano attraverso processi avanzati di filtrazione, disinfezione e monitoraggio. Con 13 impianti di potabilizzazione attivi, Sorical garantisce l’approvvigionamento idrico potabile per 368 Comuni, con un volume totale di circa 274 milioni di metri cubi all’anno.
Il processo di potabilizzazione
L’acqua grezza proveniente da fonti sotterranee o superficiali attraversa una serie di trattamenti specifici:
- Pre-ossidazione: per eliminare composti organici e migliorare l’efficienza dei processi successivi.
- Chiarificazione e filtrazione: rimozione dei solidi sospesi mediante decantazione e filtri a sabbia.
- Filtrazione a carbone attivo: per eliminare odori, sapori e composti organici persistenti.
- Disinfezione finale: utilizzo di raggi UV o agenti chimici per garantire la sicurezza microbiologica.
Gli impianti sono dotati di sistemi di telecontrollo avanzati, che monitorano costantemente parametri chimici e fisici dell’acqua per assicurare la massima qualità e conformità normativa.
INFRASTRUTTURE IDRICHE
Dati principali sugli impianti
Origini delle acque:
- Superficiali: prelevate da invasi e fiumi (es. Diga del Menta, Diga dell’Alaco).
- Sotterranee: derivate da sorgenti o pozzi.
Capacità operativa:
La rete include impianti di diverse dimensioni, dai più grandi come l’IPOT Alaco, con una capacità di trattamento di 600 litri al secondo, ai più piccoli come l’IPOT Gambarie, che tratta 20 litri al secondo.
Impianti di potabilizzazione: il cuore del sistema idrico calabrese
Gli impianti di potabilizzazione (IPOT) gestiti da Sorical sono fondamentali per garantire acqua potabile sicura e di qualità alla Calabria. Con 13 impianti distribuiti sul territorio regionale, Sorical tratta milioni di metri cubi di acqua ogni anno, rendendola adatta al consumo umano attraverso tecnologie avanzate di chiarificazione, filtrazione e disinfezione. Scopri i dettagli di ciascun IPOT nella sezione sottostante e come contribuiscono al benessere della popolazione calabrese.
Ipot Menta
Impianto di Potabilizzazione Diga del Menta
L’impianto di potabilizzazione Menta sorge in territorio del comune di Reggio Calabria, nella frazione Gallina, su di un ampio terrazzamento roccioso sulla sponda sinistra della Fiumara S. Agata.
L’IPOT Menta, realizzato interamente ad opera della SORICAL, alimenta l’omonimo schema acquedottistico che raggiunge tutti i serbatoi della Città di Reggio Calabria. L’impianto, in uno all’acquedotto sotteso, è entrato in esercizio nel 2018 e da allora, con una portata compresa tra i 300 l/s del periodo invernale, fino a punte di 500 l/s del periodo estivo, ha radicalmente risolto i cronici problemi di deficit quali-quantitativo nell’approvvigionamento idropotabile che per decenni hanno afflitto la popolazione reggina.
L’acqua grezza in entrata all’impianto viene derivata dai deflussi del T. Menta che vengono regolati entro l’omonimo invaso artificiale della capacità utile di 17 Mm3. Dall’invaso, l’acqua grezza compie un complesso percorso entro una tubazione in acciaio del DN 1000-900 mm dapprima entro una galleria, per uno sviluppo di oltre 7 km, successivamente interrata per ulteriori 9 km per raggiungere il sito dove è in costruzione una centrale idroelettrica. Da questo, con una ulteriore condotta in ghisa del DN 1.200 mm dello sviluppo di circa 2,5 km raggiunge infine l’impianto dove viene trattata e resa potabile.
L’impianto è tra le opere simbolo dello sforzo profuso da SORICAL nell’ammodernamento e nella gestione degli acquedotti della Calabria ed è un vero concentrato di tecnologia e ingegneria, sicuramente unico in Calabria, con pochissime similitudini in Italia. Ha una capacità di trattamento di punta di 1.200 l/s, una vasca di demodulazione da 50.000 m3 in testa all’impianto che consente una riserva di 48 ore, mentre la disinfezione finale viene operata a mezzo di una stazione a raggi UV (ultravioletti). Tutta la fase di trattamento dell’acqua viene monitorata da un sistema computerizzato di controllo e comando generale d’impianto di tutte le sezioni componenti l’impianto stesso.
Ipot Alaco
Impianto di Potabilizzazione Diga dell'Alaco
L’impianto di potabilizzazione Alaco sorge in territorio del comune di S. Sostene (CZ), al confine tra le province di Catanzaro e Vibo Valenzia. Esso è posto su di un ampio terrazzamento alla quota di 960 m s.l.m. immediatamente a valle della diga sul F. Alaco e dell’invaso artificiale da questa creato.
L’impianto venne progettato e realizzato dalla Cassa per il Mezzogiorno all’inizio degli anni ’80, insieme a tutte le opere di acquedotto che avrebbero dovuto essere alimentate dall’impianto stesso. I gravi ritardi che si verificarono nella realizzazione della diga e quindi l’assenza della capacità di regolazione che avrebbe garantito l’invaso, fecero sì che l’impianto di potabilizzazione e l’intero schema acquedottistico a questo sotteso venissero utilizzati per decenni in maniera molto precaria.
Solo con l’intervento della SORICAL, a partire dal 2005, con il completamento ed il collaudo della diga e grazie ai 32 Mm3 della completa capacità di invaso del lago artificiale, e grazie alla completa ristrutturazione e ammodernamento dei processi di trattamento, l’impianto di potabilizzazione Alaco, è oggi in grado di processare fino a 400 l/s per l’alimentazione dell’omonimo schema acquedottistico posto a servizio di una vasta area della Calabria centro-meridionale. Sono difatti serviti, su due distinti assi di adduzione, sia numerosi comuni della provincia di Vibo Valenzia, compreso il capoluogo ed anche altri popolosi centri della provincia di Reggio Calabria tra cui Rosarno e Gioia Tauro. Un terzo asse di adduzione, ad oggi fuori servizio, si prevede possa presto coprire dei deficit nell’approvvigionamento idropotabile di alcuni centri della fascia costiera tra Santa Caterina allo Jonio e Soverato.
Ipot Santa Domenica (Cz)
Impianto di Potabilizzazione Santa Domenica (Cz)
L’impianto di potabilizzazione “Santa Domenica” ricade in territorio del comune di Catanzaro, nella località Santa Domenica da cui prende il nome, ad una quota di circa 324 m s.l.m. L’impianto di potabilizzazione è uno degli elementi che compongono il complesso sistema idrico per l’utilizzazione intersettoriale (idroelettrica, irrigua e potabile) del bacino dei Fiumi Simeri-Passante, realizzato negli anni ’70 del secolo scorso per la congiunta iniziativa dell’allora Ente Nazionale per l’Energia Elettrica e della Cassa per il Mezzogiorno.
Con una potenzialità nominale di trattamento di circa 600 l/s, l’impianto assicura la massima parte della disponibilità idrica dell’articolato schema acqueottistico “Alli” posto a servizio della Città di Catanzaro, con le sue frazioni Santa Maria, Sala e Lido oltre che dei centri posti sulla costa jonica catanzarese a nord di Catanzaro Lido: Simeri Crichi, Sellia Marina e Cropani.
L’acqua grezza in entrata all’impianto è l’acqua dell’invaso del F. Passante, realizzato dall’ENEL negli anni ‘70 ed oggi utilizzato dalla A2A S.p.A. per la produzione di energia elettrica negli impianti di Albi e di Magisano. Dalla restituzione della centrale idroelettrica di Magisano una parte delle acque turbinate viene addotta verso l’impianto di potabilizzazione a mezzo di un complesso sistema di opere: una lunga galleria, due vasche di demodulazione da 75.000 m3 che consentono la continuità dell’esercizio idropotabile anche nelle ore in cui le centrali idroelettriche sono ferme ed una condotta in acciaio del diametro DN 700 mm che si sviluppa per oltre 11 km in fregio al F. Alli prima di raggiungere l’impianto di potabilizzazione.
Ipot Corace
Impianto di Potabilizzazione Corace
L’impianto di potabilizzazione Corace è realizzato nel territorio del Comune di Catanzaro, nella vasta piana della Località Germaneto ad una quota di circa 36 m s.l.m. Le acque in entrata all’impianto vengono emunte dalla falda subalvea del F. Corace a mezzo di una batteria di pozzi realizzati nell’area golenale sinistra del fiume a cui si aggiungono quelle scaturenti dal gruppo sorgentizio “Maricello” posto in agro del comune di San Floro e che, a mezzo di una condotta adduttrice del tutto separata, raggiungono le vasche dell’impianto Corace ove vengono a miscelarsi con le acque emunte dai pozzi.
Con una potenzialità complessiva di 240 l/s l’impianto, che serve e a ridurre il contenuto in ferro naturalmente presente entro le acque emunte dalla falda, alimenta le diverse diramazioni dell’omonimo schema acquedottistico Corace, posto a servizio di parte della Città di Catanzaro (in particolare delle sue frazioni S. Maria, Fortuna e Lido), dell’area industriale del comune di San Floro sottesa al serbatoio Montenapoli, e la fascia costiera sud ricadente nel comune di Borgia (frazione Roccelletta). Lo stesso acquedotto ha poi delle piccole diramazioni specificatamente dedicate all’alimentazione idropotabile dei nuovissimi insediamenti della località Germaneto: il polo universitario/ospedaliero e la nuova cittadella degli uffici della Regione Calabria.
Ipot Savelli (Kr)
Impianto di Potabilizzazione Savelli (Kr)
Ipot Trionto (Cs)
Impianto di Potabilizzazione Trionto (Cs)
L’impianto di potabilizzazione Trionto ricade nel territorio del comune di Longobucco in località “Difisella” su di un pianoro posto a circa 1.200 m s.l.m. nelle immediate adiacenze della sponda destra del F. Trionto. Con una potenzialità nominale di trattamento di circa 260 l/s, l’impianto assicura la massima parte della disponibilità idrica dell’acquedotto “Sila Greca” a servizio dei Comuni di Acri, Bisignano, Luzzi, Rose, San Cosmo Albanese, San Giorgio Albanese, Santa Sofia d’Epiro, Vaccarizzo e San Demetrio Corone.
L’acqua grezza in entrata viene derivata dai deflussi del F. Trionto mediante una traversa in calcestruzzo che sbarra il corso d’acqua in una sezione posta nelle prossimità dell’impianto stesso ma più a valle, alla quota 990 m s.l.m. Un breve canale con funzioni anche di dissabbiatore collega la traversa con una vasca di calma dalla quale poi una stazione di pompaggio solleva l’acqua all’impianto di potabilizzazione ove viene trattata e quindi immessa in testa al lungo asse di adduzione.
In prossimità dell’opera di presa, nelle aree golenali poste a valle della sezione di sbarramento, è presente anche un campo pozzi da cui si emungono acque della circolazione subalvea del F. Trionto che nei prolungati e frequenti periodi di magra del fiume, vanno ad integrare le portate derivate dalla traversa.
In prossimità dell’opera di presa, nelle aree golenali poste a valle della sezione di sbarramento, è presente anche un campo pozzi da cui si emungono acque della circolazione subalvea del F. Trionto che nei prolungati e frequenti periodi di magra del fiume, vanno ad integrare le portate derivate dalla traversa.
Ipot Neto (Kr)
Impianto di Potabilizzazione Neto (Kr)
L’impianto di potabilizzazione “Neto” è ubicato alle porte della Città di Crotone, in Località Mortilla, alla quota di circa 35 m s.l.m.
L’impianto di potabilizzazione è uno degli elementi che compongono il complesso sistema idrico degli invasi silani Arvo ed Ampollino, già realizzato negli anni ’30 del secolo scorso ad esclusivo uso idroelettrico e poi riconfigurato per l’utilizzazione intersettoriale (idroelettrica, irrigua e potabile) negli anni ’70 per la congiunta iniziativa dell’allora Ente Nazionale per l’Energia Elettrica e della Cassa per il Mezzogiorno.
Con una potenzialità nominale di trattamento che può giungere fino a 1.800 l/s, utilizzata oggi solo per circa un terzo, l’impianto assicura la disponibilità idrica dell’acquedotto Neto, posto a servizio della Città di Crotone e delle sue frazioni minori Papanice ed altre, garantendo anche una integrazione per i comuni di Cutro ed Isola Capo Rizzuto. L’impianto assicura altresì il fabbisogno sia di acqua potabile che di acqua per usi industriali degli insediamenti ricadenti entro il Nucleo Industriale di Crotone.
L’acqua grezza in entrata all’impianto è per come detto l’acqua degli invasi Arvo ed Ampollino. Dalla restituzione della centrale idroelettrica di Calusia – il 3° ed il più a valle degli impianti idroelettrici oggi gestiti dalla A2A S.p.A. – una parte delle acque turbinate viene addotta verso l’impianto di potabilizzazione a mezzo di un complesso sistema di opere: una vasca di demodulazione da circa 1Mm3 consente la continuità dell’esercizio idropotabile anche nelle ore in cui le centrali idroelettriche sono ferme, una lunga condotta del diametro DN 1.800 mm, parte in acciaio e parte in calcestruzzo armato precompresso, trasporta infine l’acqua all’impianto di potabilizzazione.
Ipot Medma (Vv)
Impianto di Potabilizzazione Medma (Vv)
Ipot Rocca Imperiale (Cs)
Impianto di Potabilizzazione Rocca Imperiale (Cs)
Ipot Casali (Cs)
Impianto di Potabilizzazione Casali (Cs)
L’impianto di potabilizzazione Casali è realizzato in agro del comune di Casali del Manco, in Località “Acqua Coperta” e, con una potenzialità nominale di trattamento di circa 70 l/s assicura la massima parte della disponibilità idrica dell’acquedotto “Casali” a servizio dei Comuni di Casali del Manco (Frazione di Casole Bruzio , Pedace, Serra Pedace, Spezzano Piccolo, Trenta) Spezzano della Sila, Celico, Pietrafitta..
L’acqua grezza in entrata all’impianto viene derivata dai deflussi del F. Cardone mediante una piccola opera di presa in calcestruzzo posta ad una quota di circa 1.000 m s.l.m. da cui ha inizio una lunga condotta adduttrice in acciaio che raggiunge l’impianto dopo un percorso di circa 16 km sviluppantesi sulle scoscese pendici della sponda destra del F. Cardone.
Ipot Cerisano (Cs)
Impianto di Potabilizzazione Cerisano (Cs)
L’impianto di potabilizzazione di Cerisano sorge su di un’area posta a circa 880 m s.l.m. in agro dello stesso comune da cui prende il nome. Con una potenzialità di circa 50 l/s l’impianto alimenta lo schema acquedottistico Accitello-Eremita posto a servizio dei comuni di Cerisano, Marano Marchesato e Marano Principato oltre ad alcune frazioni di Castrolibero e Mendicino.
L’acqua grezza in entrata all’impianto viene captata, sempre in comune di Cerisano, nei pressi del rilievo montuoso denominato “Mela-Stellara”. Le acque captate da tre diverse sorgenti, tutte appartenenti al massiccio del monte Ilice e denominate Accio (Aceto), Accitello e Calabretta vengono riunite e convogliate attraverso una galleria a pelo libero (c.d. Galleria “Stellara”) con rivestimento in calcestruzzo che recapita tali acque nelle prossimità dell’impianto che poi raggiungono con un breve tratto in condotta metallica.
L’acqua grezza in entrata all’impianto viene derivata dai deflussi del F. Cardone mediante una piccola opera di presa in calcestruzzo posta ad una quota di circa 1.000 m s.l.m. da cui ha inizio una lunga condotta adduttrice in acciaio che raggiunge l’impianto dopo un percorso di circa 16 km sviluppantesi sulle scoscese pendici della sponda destra del F. Cardone.
Ipot Piano Lago (Cs)
Impianto di Potabilizzazione Piano Lago (Cs)
L’impianto di potabilizzazione “Piano Lago” è situato ad una quota di circa 780 metri s.l.m. nel Comune di Mangone, entro il perimetro dell’Area Sviluppo Industriale ASI da cui prende lo stesso nome.
L’acqua grezza in entrata viene derivata dai deflussi del F. Savuto mediante un’opera di presa a soglia derivante che sbarra il corso d’acqua nelle prossimità dell’abitato del comune di Parenti. Una lunga condotta adduttrice in acciaio, posta per lunghe tratte in fregio alle sponde del F. Savuto, collega la sezione di captazione con l’impianto che, con una potenzialità nominale di circa 85 l/s è destinato ad integrare la disponibilità dello schema acquedottistico Bufalo a servizio di un vasto territorio nella provincia di Cosenza.
I severi eventi alluvionali del 2009, con una rovinosa piena del F. Savuto, hanno causato gravissimi danni sia all’opera di captazione che alle sue strutture ancillari, ma soprattutto la pressocché totale distruzione della condotta adduttrice nelle tratte in cui questa era posata ai margini dell’alveo. L’impianto è quindi oggi stato fermato in attesa che si valutino, d’intesa con la Regione Calabria, delle concrete prospettive di ricostruzione.
Ipot Crocchio (Cz)
Impianto di Potabilizzazione Crocchio (Cz)
Ipot Cutro (Kr)
Impianto di Potabilizzazione Cutro (Kr)
L’impianto di potabilizzazione “Cutro” ricade nel territorio del comune stesso, da cui prende il nome ed è posto su di una vasta area pianeggiante posta in fregio al F. Tacina sulla sua sponda sinistra. Le acque in entrata all’impianto vengono emunte dalla falda subalvea del F. Tacina a mezzo di una batteria di cinque pozzi realizzati nell’area golenale del fiume da dove, raccolte entro una condotta di mandata della lunghezza di circa 2 km, vengono direttamente pompate all’impianto di trattamento ove viene ridotto il contenuto in ferro naturalmente presente entro le acque emunte dalla falda.
Con una potenzialità complessiva di circa 160 l/s l’impianto assicura una parte dell’alimentazione dello schema acquedottistico Tacina ed in particolare le sue diramazioni meridionali a servizio dei comuni di Cutro, Isola Capo Rizzuto e le relative numerose frazioni.
Ipot Gambarie (Rc)
Impianto di Potabilizzazione Gambarie (Rc)
Efficienza energetica e sostenibilità
Il funzionamento degli impianti richiede ingenti risorse energetiche, con un consumo annuale stimato di 175,6 GWh. Sorical sta adottando misure per ridurre il consumo di energia, ottimizzando i processi e implementando tecnologie più efficienti.
Grazie a un’infrastruttura tecnologicamente avanzata e a una gestione attenta, gli impianti di potabilizzazione di Sorical garantiscono acqua potabile di alta qualità, rispondendo alle necessità idriche della popolazione calabrese









