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Il commissario Cataldo Calabretta incontra il presidente Nino Spirli

Il commissario liquidatore della Sorical, Cataldo Calabretta, ha incontrato questa mattina nella sede della Regione Calabria il presidente f.f. della giunta Nino Spirlì. Un incontro cordiale e molto proficuo sul futuro della società partecipata dalla Regione: si è discusso dell’iter che entro poco tempo dovrà portare all’individuazione del gestore del servizio idrico integrato. Il processo, oramai irreversibile, è imposto dall’Unione Europea quale prerequisito per ottenere i finanziamenti comunitari per gli investimenti nel settore idrico. “La Regione deve poter raccogliere l’opportunità che ha messo a disposizione l’Europa, attraverso il Recovery Fund affinché si possa investire in un settore strategico come quello idrico”, ha evidenziato il Commissario di Sorical al Presidente Spirlì.
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Calabretta: È il momento della responsabilità e della chiarezza

I compiti dell’ente di governo sono stabiliti dalla legge istitutiva, e tra questi sicuramente non c’è quello di predisporre lo Statuto del soggetto che andrà a gestire il servizio idrico integrato. Prima di prendere decisioni che impegnano la Regione, garbo istituzionale vorrebbe che tutti i soggetti coinvolti collaborassero e discutessero sul percorso da seguire nel rispetto delle leggi.L’articolo 3 comma 3 della legge istitutiva dell’Aic prevede il “necessario coordinamento con l’amministrazione regionale” per giungere in tempi brevi al riordino del settore. Una legge del 2017, che dopo oltre 3 anni ancora non ha trovato attuazione per l’inerzia dei Comuni, non della Regione. Le fughe in avanti servono a poco. Se i Comuni vogliono fare da soli e senza un confronto istituzionale, ricordiamo che la Regione è proprietaria della grande adduzione, oggi affidata a Sorical fino al 2034, e quindi l’Autorità Idrica può decidere solo sui propri assetts, reti idriche, fognatura e depurazione, non certo su quelli della Regione.I consulenti che lavorano per l’Aic hanno predisposto la documentazione per due opzioni nel caso in cui si volesse perseguire l’affidamento inhouse: pubblicizzare Sorical e costruire su di essa il servizio idrico integrato, oppure costruire una nuova società che, come stabilisce la legge 152/2006, deve acquisire tutti gli operatori che sono sul mercato compreso i piani di investimento non ancora ammortizzati. Questa seconda strada è molto rischiosa e servono, secondo quanto scrivono gli stessi consulenti dell’Aic, almeno 100 milioni di euro di capitale per poter avviare la nuova società.La strada da seguire, invece, potrebbe essere un’altra. E’ difficile che oggi in Calabria ci siano competenze, al di fuori di quelle di Sorical, per poter gestire il servizio idrico, e la società è un’opportunità per giungere in tempi brevi ad una soluzione condivisa.Qualcuno solleva il problema dei debiti di Sorical, è il caso di parlare anche dei crediti, non solo di quelli che vanta Sorical, ma anche di quelli in Bilancio della Regione. Su questo bisogna essere chiari fino in fondo e nessuno può sfuggire dalle responsabilità. Come è noto a tutti, compreso alla Corte dei Conti, il sistema di grande adduzione e quello della depurazione, che stanno a monte e a valle del sistema, sono entrati in crisi 10 anni fa perché i Comuni non hanno mai attuato la legge regionale di riforma del 1997 che individuava, attraverso i cinque ambiti ottimali, i cinque gestori per organizzare in modo efficiente il sistema della riscossione, che deve necessariamente coprire i costi di gestione. Ancora oggi la Regione vanta 280 milioni di euro di canoni idrici dei Comuni (erano originariamente 450 milioni) per il periodo 1981/2004, mentre Sorical ne vanta altri 160 milioni con i quali potrebbe coprire di debiti della società.L’inerzia dei Comuni e all’epoca anche della Province, ha messo in crisi tutto il sistema sia della Sorical e sia di tutte le decine di società che gestiscono la depurazione.In questi giorni si sta disquisendo sulle questioni giuridiche e non su quelle economiche e finanziarie. Ancora non si è capito un punto, se il servizio è dei Comuni, qualcuno deve dirci chi ci mette i soldi per finanziare la fase di avvio del nuovo soggetto. C’è un progetto industriale che definisce questi aspetti? Non vorrei che avviato il servizio idrico integrato, dopo pochi mesi ci trovassimo al punto di partenza e nel caos come è accaduto in altri settori. Avv. Cataldo CalabrettaCommissario liquidatore della Sorical
Unindustria incontra Sorical: dialogo sul futuro del settore idrico 14763ddc bdf7 4031 b415 a4c2c5155439
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Unindustria incontra Sorical: dialogo sul futuro del settore idrico

Incontro istituzionale tra Unindustria Calabria e Sorical. Il presidente dell’associazione degli industriali calabresi, Aldo Ferrara, alla presenza del direttore Dario Lamanna, ha accolto nella sede di Catanzaro il commissario liquidatore della società delle risorse idriche calabresi, Cataldo Calabretta, con il quale ha avviato un proficuo dialogo su questioni di interesse comune. La nuova pagina della storia di Sorical, targata Calabretta, si sposa perfettamente con la visione pragmatica di Unindustria Calabria che crede fortemente nella necessità di programmare e di condividere problematiche e soprattutto soluzioni.  “È stato un piacere accogliere nella nostra sede il commissario Calabretta. Riteniamo importante – dichiara Aldo Ferrara, presidente di Unindustria Calabria – consolidare un dialogo costante sul futuro del sistema idrico calabrese. Questo settore è strategico e abbiamo voluto, grazie alla disponibilità del commissario Calabretta, avviare un confronto costruttivo su alcuni temi strategici, anche in considerazione delle opportunità offerte dal Revovery fund e dalla progettazione europea. Abbiamo portato all’attenzione del commissario – sottinea Ferrara – anche alcune questioni pregresse relative ad alcune imprese calabresi operanti nell’ambito d’intervento di Sorical; sul punto Calabretta ci ha tranquillizzato prontamente affermando che la società provvederà a regolarizzare a breve tutte le situazioni pendenti. Siamo certi – sottolinea Ferrara – che la competenza e l’attenzione del commissario, già ampiamente dimostrate in questa prima fase di mandato, faranno bene al presente ed al futuro di Sorical e noi siamo a sua disposizione per contribuire alla definizione di strategie efficaci, rispondenti alle necessità del territorio calabrese”.  “Sono molto lieto di avere incontrato il presidente Ferrara ed il direttore Lamanna. Ho accettato l’invito della presidente della Regione Calabria Jole Santelli – dichiara il commissario Cataldo Calabretta– e stiamo andando verso una direzione precisa per il futuro di Sorical, uscendo finalmente dalla fase commissariale per dare vita ad una società pubblica. Il nostro obiettivo, previa definizione di un piano industriale funzionale, è creare un sistema idrico integrato, così come ci viene chiesto a livello nazionale ed europeo. In questi giorni ho incontrato molti validi professionisti che lavorano in Sorical e sono certo che riusciremo a rilanciare la società nel pieno rispetto dei diritti e delle esigenze dei cittadini calabresi”.
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De Marco: “Piano da 500 milioni per gli acquedotti”

La rivista di settore “Servizi a Rete” intervista il nostro direttore dell’Area Operativa
“Sorical ha redatto un piano da 500 milioni di euro per la costruzione di nuovi acquedotti e l’ammodernamento di quelli esistenti.” Ad annunciarlo è il direttore dell’Area Operativa ing Sergio De Marco in un’intervista pubblicata nel numero di luglio/agosto di “Servizi a rete”, bimestrale specializzato nel settore della gestione delle rete del sottosuolo e sottoservizi, gas, acqua, elettricità, teleriscaldamento e telecomunicazioni.

L’ing De Marco spiega che “Sorical, non potendo agire con investimenti privati”, a causa dello stato di liquidazione, “ha formulato specifiche richieste di finanziamento al Ministero delle Infrastrutture e alla Regione Calabria rivolte all’ammodernamento e al miglioramento funzionale dei sistemi di adduzione affidati alla sua gestione. Tali richieste per il momento sono state accolte solo in piccola parte. In particolare, esiste un piano complessivo da 500 milioni di euro per la costruzione di nuovi acquedotti e di ammodernamento degli acquedotti esistenti, ma appunto privo di pratica realizzabilità in assenza di finanziamenti ad hoc. Sorical ha poi dato ogni possibile contributo alla Regione Calabria per programmare e fare decollare un programma di ricognizione ed ammodernamento delle reti di distribuzione interne per circa ulteriori 100 milioni di euro. Non appaia un paradosso – ha puntualizzato De Marco – ma oggi è essenziale per Sorical che si attivi un radicale piano di investimenti che dovrà condurre anche ad una drastica riduzione del suo fatturato, con minori volumi di acqua erogati e conturizzati ai comuni serviti.”

Clicca qui per leggere l’intervista integrale 

 

I componenti del tavolo tecnico presso la Sorical  Modificato assetto erogazione su Catanzaro con il monitoraggio di Bm Tecnologie Riunione Catanzaro
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Modificato assetto erogazione su Catanzaro con il monitoraggio di Bm Tecnologie

Sorical ha attivato un piano di azione per superare le criticità del servizio idrico che si stanno registrando in alcune zone della città di Catanzaro. La decisione al termine della riunione, convocata questa mattina dal direttore dell’Area Operativa ing. Sergio De Marco alla quale, oltre ai responsabili del Compartimento Centro e dell’ufficio di Zona di Sorical: ing Massimo Macrì e geom. Tommaso Laporta, ha partecipato anche l’ing. Antonio Fabiano della BM Tecnologie che sta eseguendo, su commessa della Regione, il progetto di ingegnerizzazione della rete idrica di Catanzaro.

L’analisi dei dati di monitoraggio, che nel suo complesso evidenzia come SORICAL renda disponibile una erogazione primaria di 538 litri/secondo (rilevazioni del 26.07 ore 13.30) che sarebbe sufficiente per una città di quasi 190.000 abitanti, non fa che confermare un eccessivo consumo di acqua, incompatibile con una gestione corretta del servizio idrico. Quanto sopra senza considerare che la Città di Catanzaro dispone di ulteriori fonti idriche (Acquedotto del Guerriccio) la cui gestione è condotta dal Comune in tutta autonomia.

I quartieri posti sotto la lente di ingrandimento dal tavolo tecnico sono stati Santa Maria e Viale Isonzo e la parte sud della frazione Lido, servite in parte dall’acquedotto del Corace ed in parte dall’acquedotto Alli-basso. Tutte tali frazioni – già nel corso del 2019 – erano state oggetto di approfondite analisi svolte dalla BM Tecnologie, seguite sia dai tecnici comunali che dalla SORICAL, grazie alle quali erano state fatte diverse modifiche funzionali nelle connessioni tra i diversi settori di rete.  Una rete più efficiente e meglio connessa con gli acquedotti esterni gestiti dalla SORICAL aveva consentito delle cospicue riduzioni del fabbisogno della rete stessa che risultava coprire bene la domanda pur a fronte di minori immissioni.

Il picco di domanda di questi giorni di elevatissima calura impone delle ulteriori modifiche di tali connessioni che la BM Tecnologie si è impegnata a fare in parte già nella giornata odierna e completare poi nella giornata di domani dopo avere attentamente monitorato nel corso del pomeriggio, della notte e delle prime ore del mattino gli effetti sul livello di servizio entro la rete. Da parte sua SORICAL si è impegnata in primo luogo a verificare la possibilità di aumentare la produzione di acqua (si stima nell’ordine di 10-15 litri/secondo) dal campo pozzi Corace sostituendo alcune delle pompe attualmente in esercizio e quindi adducendo la maggiore portata per una parte verso il nodo di Lido e per l’altra verso i nodi di Santa Maria – Corvo – Fortuna. E’ bene però precisare che lo schema Corace non alimenta solo la città di Catanzaro, ma anche la fascia costiera del comune di Borgia, la cittadella Regionale, il Policlinico Materdomini e l’Università Magna Graecia, la linea Montenapoli per Caraffa e pertanto massima attenzione dovrà essere riservata ad una equa ripartizione tra i diversi centri di utenza tenendo presente che anche il comune di Borgia nei giorni scorsi ha veementemente reclamato una maggiore fornitura.

Sorical non può continuare a finanziare Congesi, crediti superano 15 milioni di euro neto
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Sorical non può continuare a finanziare Congesi, crediti superano 15 milioni di euro

“Sorical non può continuare a finanziare il servizio idrico del crotonese. E’ passato un anno dall’ultima riunione in Prefettura e nulla è cambiato, se non l’aumento dell’esposizione debitoria verso la nostra società.” E’ quanto è stato ribadito questa mattina, nel corso di una riunione convocata in prefettura a Crotone, dai rappresentati della società idrica regionale.

La riunione, convocata dal Prefetto di Crotone Tiziana Tombesi, aveva all’ordine del giorno le difficoltà del Corap a gestire la condotta, orami vetusta, che trasporta l’acqua grezza da Rocca di Neto all’impianto di potabilizzazione di Crotone.

Nel corso della riunione, alla richiesta dei responsabili di Congesi di avere una maggiore fornitura di acqua, i rappresentanti della Sorical hanno fatto presente che tutti gli impegni finanziari assunti da Congesi lo scorso anno sono stati disattesi, e non è in grado di aumentare i costi per l’incremento della fornitura richiesta. 

Sorical fornisce acqua potabile al Congesi che la distribuisce poi ai cittadini dei comuni del crotonese fino ai serbatoi, riscuotendo ed incassando dagli stessi la relativa tariffa. Peccato però che poi Congesi non paghi a Sorical quanto dovuto per il servizio idrico all’ingrosso ricevuto. A fronte di una fornitura annua di circa 5 milioni di euro, Sorical riceve circa il 18% del fatturato.  I costi di gestione della società per il servizio idrico della provincia di Crotone sono significativi per la complessità dei 6 schemi acquedottistici costruiti dalla Cassa per il Mezzogiorno a partire dagli anni 60: 600 km di condotte, 3 impianti di potabilizzazione e 3 campi pozzo e 5 impianti di sollevamento. Sorical fornisce acqua potabile anche all’Arsac che serve una parte della periferia di Crotone.

La vicenda Congesi è orami giunta ad una situazione per Sorical insostenibile; dal 2017 ad oggi, la società di gestione del servizio idrico crotonese ha accumulato crediti per 15 milioni di euro. Esposizione che si aggiunge ai 14 milioni nei confronti del Corap, in liquidazione coatta amministrativa.

Sorical sta scontando in bilancio ancora le perdite generate dalla fallimentare gestione Soakro, un buco finanziario di 35 milioni di euro. A febbraio la società aveva comunicato ai Comuni la volontà di recedere dal rapporto di fornitura e conseguentemente erogare direttamente l’acqua ai Comuni consorziati.

 

Siccità, De Marco: “Da sovra-erogazioni danni economici e ambientali” sorical covid 19
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Siccità, De Marco: “Da sovra-erogazioni danni economici e ambientali”

“Le reti idriche dei centri abitati, ad oggi gestite dai comuni, hanno un elevatissimo livello di perdite e soprattutto distribuiscono male, in maniera molto disomogenea, l’acqua che SORICAL rende disponibile presso i serbatoi”. Lo ha detto l’ingegnere Sergio De Marco, responsabile dell’Area Operativa della Sorical nel corso di un’intervista ad Esperia Tv.

“In questo quadro – ha aggiunto De Marco – ci arrivano richieste, già prima dell’estate, di erogare più acqua di quanta sarebbe teoricamente necessaria per soddisfare l’intera domanda delle utenze. Queste sovra-erogazione ha dei costi diretti ingentissimi che Sorical non può ulteriormente sostenere, soprattutto se molti, troppi, Comuni non pagano o pagano con enormi ritardi il servizio reso dalla SORICAL. Inoltre questa sovra-erogazione si basa sulla possibilità che Madre Natura renda tali quantità disponibili alle sorgenti che alimentano gli acquedotti”.

“L’informativa ai Prefetti – ha spiegato De Marco – voleva solo rappresentare che Madre Natura, specificatamente in molte aree della provincia di Cosenza, purtroppo non renderà disponibile nei prossimi mesi tutta l’acqua che usualmente veniva prelevata. E’ chiaro che in una situazione come questa, pretendere di avere delle sovra-erogazioni della fornitura all’ingrosso non è una strada percorribile e l’unica strada maestra è iniziare a gestire le reti con maggiore attenzione, ovvero ridurre i livelli di perdite; reprimere anche con pesanti sanzioni gli utilizzi impropri come quelli irrigui; migliorare l’assetto funzionale delle reti, eseguire le corrette manovre idrauliche e regolare le pressioni in modo che l’acqua immessa da SORICAL in testa alle reti possa essere distribuita in maniera più omogenea tra le varie aree dei centri abitati.”

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