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Facciamo chiarezza sugli investimenti sulle reti idriche

Questa mattina la professoressa Mariateresa Nardo, docente di Economia delle Aziende e delle Amministrazioni Pubbliche dell’Unical in un’intervista sul Quotidiano del Sud, illustra le difficoltà che hanno i Comuni nella riscossione dei tributi tra le maggiori difficoltà che portano al dissesto. In particolare fa riferimento ai canoni idrici individuando nell’accertamento non di qualità del tributo le ragioni del buco economico e finanziario che si realizza. La professoressa elenca le criticità quali “banche dati non affidabili, toponomastica non aggiornata, anagrafe che non comunica con l’area tributi ed accertamenti che si prestano a contenzioso tributario con gli enti spesso soccombenti”.
Il “Cantiere Abatemarco” finanziato dalla Regione e che vede Sorical soggetto attuatore andrà ad incidere proprio su questa criticità e, nel momento in cui l’Autorità Idrica della Calabria, così come prevede la legge 152 del 2006 e non ancora attuata in Calabria, individuerà il soggetto gestore del servizio idrico integrato, i bilanci dei Comuni saranno sterilizzati da questo grave problema. Dei 68 milioni di euro di Fondi Ue stanziati per l’attuazione di 6 Progetti di ingegnerizzazione che riguardano le reti idriche urbane di 60 Comuni della regione, 14 milioni di euro sono destinati ad interventi di regolamentazione, ricognizione delle utenze e installazione di contatori di ultima generazione, nel complesso funzionali alla successiva fatturazione diretta alle utenze per come richiesto dalla normativa nazionale vigente e dall’ARERA (Autorità di Regolazione per Energia Reti e Ambiente), che approva le tariffe da applicare all’utenza.
L’attività di normalizzazione del sistema di conturazione (rilevamento dei consumi, fatturazione e incasso), oltre che richiesta dalla normativa, è il necessario complemento degli interventi di ingegnerizzazione, dal momento che è in grado di determinare sia la riduzione dei consumi e che quella delle perdite.
L’ingegnerizzazione riguarda gruppi di comuni appartenenti a ciascuna delle 5 province, oltre all’intervento speciale per i 24 comuni alimentati dall’acquedotto Abatemarco che hanno subito le conseguenze della grave siccità del 2017.
I Comuni sono stati selezionati dalla Regione secondo un criterio dei volumi persi rilevati dall’Istat e che coincidono con i centri più popolosi di ciascuna provincia. La popolazione totale interessata è di 1.100.000 abitanti, pari al 57% di quella regionale.
I progetti, inoltre, prevedono attività di servizi di ingegneria e lavori, quali rilevo delle reti, modellazione idraulica, ricerca e riparazione di predite, controllo delle pressioni, suddivisione delle reti in distretti. Si deve constatare, infatti, che la previsione dei lavori non può essere eseguita prima di sviluppare le attività conoscitive delle reti idriche, per le quali il livello di conoscenza attuale è spesso parziale e comunque insufficiente alla definizione degli interventi necessari.
Ai fini dell’attuazione dei progetti, come indicato dal decreto dirigenziale 11178 del 17/09/2019, la Regione sta predisponendo gli Accordi di Programma con i Comuni e l’Autorità Idrica, nei quali si prevede un coinvolgimento diretto degli stessi attraverso un tavolo tecnico attivo per tutta la durata degli interventi. Inoltre, la Regione, si avvale di Sorical, per le attività di appalto, esecuzione e collaudo e, entro breve, saranno bandite le gare per la selezione delle imprese esecutrici con importi a base d’asta complessivi di circa 54 milioni di euro.
L’obiettivo complessivo è il superamento dell’attuale grave situazione di morosità degli utenti, di allacci alla rete non regolari, di illegalità diffuse, che stanno causando il dissesto finanziario dei Comuni, della società di gestione della depurazione e della stessa Sorical.
Contemporaneamente, la normalizzazione del sistema idropotabile consentirà il miglioramento della qualità del servizio, secondo i requisiti fissati dall’ARERA, per tutte le utenze servite.

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